vai al sito dsonlinevai al sito dsonline
vai al sito dsonline
   
 
 
   

Un nuovo patto sociale per progettare il futuro
di Christian Tommasini*

*Segretario Unione Regionale Ds AltoAdige/Südtirol
14 settembre 2004

No so se quella dei trentenni possa essere definita una generazione invisibile, o se non sia invece per certi versi una generazione anche troppo…. visibile. Il dubbio mi viene, vedendo le folle oceaniche di aspiranti veline, di letterine, di emuli di Costantino e Pasquale etc. etc. ed il milione di trentenni (più o meno) che hanno partecipato alle selezioni per entrare nelle varie case di reclusi, calciatori, cantanti, della tv italiana.

Al di là delle diverse considerazioni sociologiche e anagrafiche, credo non sia un caso che questo dibattito si sia aperto proprio ora. Siamo di fronte ad un passaggio importante: la crisi del modello sociale berlusconiano appare per la prima volta evidente e dopo anni di egemonia cultural-televisiva sembra possibile gettarsi alle spalle il tempo degli spensierati balli sul Titanic. Del resto ripetere a gente che fatica ad arrivare a fine mese e si sente sempre più precaria ed insicura, che ciò che serve sono “fiducia e ottimismo” non basta ad infondere fiducia e ottimismo.

La società italiana nel suo insieme, sta dimostrando segni di sfiducia verso un modello di sviluppo miope ed edonista incapace di progettare il futuro (o almeno di progettare un futuro che abbia principi etici diversi dalla legge del più forte).

In questo quadro la “generazione invisibile”, la prima dei “non ex-” ed anche la successiva generazione, i ventenni, stanno, almeno in alcune loro parti significative (per numeri ed impegno profuso), ponendo alla sinistra ed alla coalizione domande importanti. Voglia di fare, di esserci, di partecipare, di dire la loro. Voglia di cambiare un mondo che così com’è non sembra prospettare un futuro roseo. Che risposte diamo noi, il nostro partito, il centrosinistra, la società italiana a questi interrogativi? Siamo in grado di proporre un modello sociale alternativo a quello attuale?

Di fronte a questo va detto che l’Ulivo non è finora riuscito a dare risposte del tutto convincenti. Oggi forse c’è una diversa sensibilità, abbiamo buone proposte ma manca ancora una visione complessiva capace di motivare e trasmettere l’idea di un progetto che offra la prospettiva di una vita futura dignitosa, un progetto basato sull’idea di una società più giusta e solidale.

Se vogliamo allora che questa alternativa ci sia, questa generazione deve sapere che non può più delegare ad altri il proprio futuro e che, se ne vuole averne uno, deve mettere in campo idee e progettualità, deve spendersi in prima persona. In questo senso il problema del rinnovo della classe dirigente è importante ma si inserisce in quello più generale di una generazione che finora è rimasta ai margini, pur essendo quella su cui ricadono in gran parte i debiti di un sistema di welfare state di cui, come è stato detto, non ha direttamente beneficiato.

La costruzione del programma e del progetto di società con cui il centrosinistra si presenterà alle politiche per sostituire il Polo alla guida del Paese sarà dunque un momento importante in cui far valere questa nuova prospettiva e questa voglia di essere protagonisti. Sappiamo che c’è bisogno di cimentarsi nel pensare e proporre un vero e proprio nuovo patto sociale e che questa generazione deve contribuire in maniera sostanziale e sostanziosa a scriverlo.

Se infatti partiamo da una prospettiva che si ponga il problema di tutelare quelli che appaiono oggi in larga parte i più deboli in termini di diritti e di prospettive, forse riusciremo a costruire un modello più inclusivo e sostenibile allo stesso tempo.

Un modello dove accanto alla flessibilità e all’innovazione, vi siano politiche attive del lavoro e di sostegno al reddito che consentano di realizzare percorsi di lavoro e formazione tendenzialmente a tempo indeterminato, grazie ad un sistema di forti ammortizzatori sociali e ad un collocamento-formazione pubblica in grado di evitare l’esclusione e la precarietà.

E’ una sfida europea e non solo italiana. In Europa oggi si studiano nuove strade che garantiscano, ad esempio, a chi rimane disoccupato più volte all'anno di trovare rapidamente un impiego e che tra un periodo di lavoro e l’altro consentano di avere tutte le garanzie di uno stato sociale forte che non ti lascia solo.

Occorre un nuovo patto sociale che ponga al centro la questione dei diritti e che dica con chiarezza e in maniera comprensibile, cosa vogliamo fare e dove vogliamo andare. Solo in questo modo riusciremo non solo a parlare alla generazione dei trentenni con una proposta forte e motivante, ma anche a ridare al paese coesione sociale e il senso di una prospettiva, elementi indispensabili per affrontare le sfide di un mondo in rapido cambiamento. Per fare questo dovremo dunque avere la forza di aprire un confronto politico e culturale all’interno del centrosinistra, anche perché formulare una proposta unitaria su temi come la liberalizzazione degli accessi alle professioni non sarà certo una passeggiata. Sulle capacità che, nei prossimi mesi ed anni, avremo di confrontarci e sulle risposte di merito che saremo in grado di fornire si misurerà, non solo la capacità e lo spazio che la nostra generazione saprà conquistarsi nei gruppi dirigenti ma anche la qualità della nostra vita futura e di quella del Paese.


TAGS: dibattito  |   generazione invisibile  |   ds  |   trentenni  |  


LEGGI ANCHE
Una generazione nuova per l'Italia e per l'europa
Relazione di Andrea Orlando

“La competitività competitiva”
«Una generazione nuova per l’Italia e per l’Europa»
Chiediamo alla politica idee e progetti: semplici e seri
di Marco Grimaldi, Matteo Micati, Otello Piccoli, Arturo Scotto

Dal dire al fare della gioventù
di Flaminia Saccà

Non siamo invisibili, semplicemente nuovi
Innovatori, non giovanilisti
di Luca Basile* e Roberto Speranza**

Invisibili? No grazie.
di Enzo Amendola, Andrea Catena, Stefano Fancelli, Vinicio Peluffo

La spietata regola dell'esperienza
Quei trentenni “invisibili” nella politica che non si rinnova
di Carlo Rognoni*

Si premia chi sta fermo e ha pochi impegni
di Arianna Camellini*

Chi ha paura di noi
di Claudio Di Turi*

Senza storia comune
di Paolo Guarino*

La vita activa che preme sotto la pelle
di Marcella Bondoni*

Noi, trentenni in gabbia come conigli.
Sinistra giovanile nazionale

Noi trentenni invisibili
di Alessandro Zan*

Liberalizziamo la società pensando ai trentenni
di Andrea Martella, Andrea Orlando, Marco Pacciotti

La sinistra e i trentenni
di Pierfrancesco Majorino*

Giovani a ritmo di swing
di Tommaso Nannicini*

Cosa dico ai trentenni
di Pierluigi Bersani

Scommettiamo sulla «generazione invisibile»
di Stefano Di Traglia e Emanuele Piazza

   
Campagne DS
 
Footer
 
 
Democratici di Sinistra
Chiusura