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Cuperlo: «Governo di alto profilo e politicamente autorevole»

Intervista di Simone Collini, da "L'Unità"
24 aprile 2006

«Si è partiti con il piede sbagliato», dice il responsabile Comunicazione dei Ds Gianni Cuperlo, «adesso cerchiamo di raddrizzare la situazione».

Sulla presidenza della Camera, il messaggio arrivato agli elettori non è stato dei migliori...
«Il primo partito della coalizione aveva tutte le carte in regola per avanzare una candidatura come quella di D’Alema alla presidenza della Camera, o comunque per avanzare una candidatura alla presidenza di un ramo del Parlamento. Detto ciò, credo anche che noi abbiamo dimostrato, e naturalmente lo ha dimostrato D’Alema in prima persona, di avere quel senso di responsabilità e quello spirito di coalizione che in questi anni non è mai venuto meno da parte nostra. E senza il quale anche il risultato elettorale sarebbe stato diverso».

Non vorrà dire che alla fine dei conti il bilancio è positivo?
«Non dico questo. Dico che abbiamo fatto benissimo a fare questa scelta, che va nell’interesse della coalizione e dell’azione del futuro governo. Questo è un riconoscimento che va fatto, poi del futuro discuteremo».

Chiederete un “riequilibrio”?
«Non serve porre il problema in questi termini. Noi siamo una grande forza responsabile, se si è partiti con il piede sbagliato bisognerà cercare di raddrizzare la situazione. Ci sono tutte le condizioni per farlo».

Dice Prodi che avrete “un ruolo molto importante” nel governo.
«Quel che è certo è che bisogna avviare bene la legislatura, con un governo di alto profilo e politicamente molto autorevole. E bisogna che venga riconosciuta ai Ds la funzione e il ruolo che è bene che ricoprano. Ma, insisto, nell’interesse comune del centrosinistra, non nell’interesse di parte dei Ds».

Secondo D’Alema i Ds dovranno decidere come disporre le proprie forze tra governo e partito.
«È una discussione che verrà fatta nei prossimi giorni, che dovrà essere affrontata in primo luogo dal segretario e dal presidente del partito e che coinvolgerà il gruppo dirigente».

Andate verso l’apertura della fase congressuale?
«Che noi dovremo avviare la fase congressuale non è un problema che nasce dalla necessità di dislocare nel modo migliore le forze. È un appuntamento previsto, tanto più alla luce del fatto che si apre e si accelera il percorso della costituente di un nuovo soggetto politico».

Bertinotti vedrebbe bene al Quirinale un ex-Pci, come riconoscimento della cultura comunista. Che ne pensa?
«Penso che c’è stata già abbastanza confusione in questi giorni a proposito della partita delle presidenze delle Camere. La situazione è stata risolta grazie al gesto di D’Alema e al senso di responsabilità dei Ds, e non c’è bisogno adesso di aprire una nuova pagina in modo improprio con singole dichiarazioni. Sull’elezione del capo dello Stato abbiamo detto che va riproposto il metodo che condusse all’elezione di Ciampi nel ‘99, quello cioè di cercare un’intesa più ampia della sola maggioranza. Quando si arriverà al dunque, si vedrà come procedere».

La preoccupa l’elezione del presidente del Senato?
«È chiaro che una maggioranza di pochissimi senatori pone dei problemi. Penso che quella di Marini sia un’ottima candidatura, autorevole, seria, che l’Unione dovrà votare compattamente. Anche perché non voglio neanche immaginare che la legislatura possa prendere le mosse con un incidente di percorso di questa natura».

Mastella dice però che l’Unione sbaglia a non sostenere Andreotti.
«Mastella ha affrontato il lungo travaglio dell’opposizione per cinque anni con coerenza. Mi auguro che l’Unione nel suo complesso, compreso l’Udeur, voti per il candidato del centrosinistra. Noi dobbiamo dare un segnale immediato ai 19 milioni di elettori che ci hanno votato e anche a quelli che non ci hanno votato. E il primo messaggio fondamentale da mandare a questi elettori è che noi siamo consapevoli della difficoltà ma anche della responsabilità che ci deriva dal voto. L’ultima cosa che faremo sarà dividerci. Fin dal primo giorno dovremo mostrare nei fatti che quella che ha vinto le elezioni è una coalizione solida e in grado di governare».

Il portavoce di Berlusconi dice che quella di Prodi sarà una parentesi.
«Sarà una parentesi molto lunga».

TAGS: politiche  |   2006  |   dopo  |  


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