Associazione pazienti sterili: appello per modificare la legge 40
5 giugno 2006
Una iniziativa legislativa da parte del Consiglio dei ministri allo scopo di modificare la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. E' l'appello al governo Prodi lanciato oggi dal coordinamento delle associazioni pazienti sterili e coppie con problemi di accesso alla genitorialità.
Una richiesta anche «alla luce - afferma il coordinamento -di recenti posizioni di giusta considerazione nei nostri confronti da parte del Cardinale Martini e le aperture della neo Ministro alla famiglia On. Bindi, delle dichiarazioni dell'On. Fassino, e di tutti i Parlamentari che si sono dichiarati favorevoli alle modifiche della legge 40/04, al fine di soddisfare milioni di elettori della attuale coalizione governativa».
La legge 40 oggetto di un referendum, sottolineano le associazioni, «dove non sono prevalsi i no o i si, ma dove i cittadini non hanno scelto, ha creato una situazione di disparità di trattamento tra cittadini e una grave limitazione alla pratica medica. Infatti, i cittadini con possibilità economiche, si sono rivolti a centri esteri per accedere a tecniche mediche con il rispetto del principio di tutela della Salute all'art. 32 della Costituzione, e la classe medica italiana che ha un ruolo importantissimo nella ricerca e cura della infertilità è rimasta esclusa dalle ricerche di avanguardia del mondo scientifico». Inoltre, prosegue il coordinamento, «le statistiche confermano un forte calo con le attuali limitazioni, delle gravidanze con tecniche di procreazione medicalmente assistite, e un aumento degli effetti indesiderati che scaturiscono a seguito della legge 40».
In particolare, le associazione di pazienti con problemi di accesso alla genitorialità chiedono: accesso alle tecniche anche per coloro che pur non essendo sterili sono portatori di patologie genetiche e virali; revisione dell'obbligo dell'impianto di tre embrioni e del divieto di crioconservazione; ridefinizione della diagnosi embrionaria preimpianto; possibilità di praticare la donazione di gameti maschili e femminili con particolare attenzione alla donazione di embrioni. Tra le richieste anche la possibilità di utilizzo degli embrioni non idonei per una gravidanza per la ricerca scientifica, piuttosto che la possibilità di «estinzione naturale nel terreno di cultura» come previsto dalle attuali linee guida. Ed ancora: opportunità di parificare le strutture che praticano tecniche di fecondazione assistita, convenzionando con il Servizio Sanitario Nazionale le strutture private, e possibilità di rimborso delle tecniche eseguite all'estero come avviene per tutte le patologie curate all'estero.
«Risulta urgente e indispensabile - precisano quindi le associazioni - rispondere con un provvedimento legislativo capace di riallineare il nostro Paese a quelli che si sono dotati di strumenti moderni e di avanguardia allo scopo di limitare la denatalità, che nei prossimi anni raggiungerà livelli insopportabili, nel rispetto dei diritti di tutti i cittadini siano essi capaci di procreare o no». Le associazioni si augurano quindi che «una iniziativa Governativa cancelli ogni polemica tra pareri contrastanti e porti al riconoscimento di diritti fondamentali per la persona senza profanare alcun sentimento religioso».
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