Hezbollah, "Il Partito di Dio" - Scheda
12 luglio 2006
Il movimento libanese sciita Hezbollah (in arabo “Partito di Dio”), al centro della crisi odierna con Israele, venne creato nel 1982 a Baalbek, nella valle della Bekaa, dai Guardiani della Rivoluzione iraniana dopo l'invasione israeliana del Libano.
Hezbollah fu ritenuto responsabile di un'ondata di rapimenti di cittadini occidentali a Beirut verso la metà degli anni Ottanta nel pieno della guerra civile libanese finita poi nel 1990.
Negli anni dell'occupazione israeliana del Libano del Sud, che si concluse dopo 22 anni il 24 maggio del 2000, Hezbollah fu l'organizzazione dominante all'interno della guerriglia contro l'esercito israeliano e contro la sua milizia libanese, l'Els.
Spesso descritti come strumento di Teheran o dei siriani, gli Hezbollah hanno sempre rifiutato il termine ''gruppo terrorista'' preferendo definirsi come resistenza all'occupazione israeliana.
Dal 1985 fino al suo ritiro, Israele ha perso oltre un migliaio di uomini nel Libano del sud, la maggior parte uccisi dal braccio armato di Hezbollah, forte di circa 3.000 combattenti.
Numerosi sono stati i tentativi di Israele di stroncare il movimento Hezbollah: dalla mortale imboscata al suo leader, lo sceicco Abbas Mussawi, colpito il 16 febbraio 1992 da elicotteri israeliani presso Sidone, fino al tentativo dell'aprile 1996, quando il governo israeliano dell'allora premier Shimon Peres lanciò nel Libano del sud l’“Operazione furore”.
Dopo la morte di Mussawi, il movimento è guidato dallo sceicco Hassan Nasrallah, rieletto leader nell'agosto 2001.
L'acquisita professionalità dell'ala militare del movimento, l'aver rinunciato all'iniziale progetto di fare del Libano un paese islamico e l'efficace rete da esso creata per assistere i meno abbienti del paese con ospedali, scuole, centri sociali e per la ricostruzione, hanno conferito al “partito di Dio” un certo seguito tra la popolazione libanese.
Nelle ultime elezioni politiche del giugno 2005 Hezbollah e i partiti sciiti pro-siriani si sono aggiudicati 35 seggi, diventando la seconda forza nel Parlamento che conta 128 deputati.
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