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Staminali: il sì del governo alla ricerca senza distruzione di embrioni

Il testo della mozione approvata dal Senato
19 luglio 2006

Grazie ad una mozione presentata dai senatori Andrea Ranieri (Ds) e Paola Binetti (Dl), su cui tutta l'Unione ha trovato l'intesa e che apre alla ricerca «sugli embrioni crioconservati non impiantabili», al prossimo Consiglio europeo sulla Competitività il governo italiano sosterrà «le ricerche che non implichino la distruzione di embrioni».

Al termine delle Comunicazioni svolte in Aula in relazione all'esame da parte del Consiglio dell'UE del 7° Programma quadro su ricerca e sviluppo tecnologico, il ministro Fabio Mussi ha dichiarato: «Anche riconoscendo onestamente che non tutto ciò che leggo nella risoluzione sono mie posizioni di partenza, ma a tali posizioni sono arrivato, perché ho fatto lo sforzo di ascoltare gli altri. Condivido pertanto questa risoluzione, non lo dico opportunisticamente in particolare il suo dispositivo.
Mi impegno quindi a portare alla lettera, nel Consiglio europeo sulla competitività di lunedì prossimo, tale dispositivo».

La mozione concordata dall'Unione e che impegna il governo «a sostenere sotto il profilo finanziario, ricerche che non implichino la distruzione di embrioni, e quindi la valorizzazione della ricerca sulle cellule staminali adulte, comprese le cordonali», anticipa quale sarà la posizione dell'Italia al Consiglio europeo sulla competitività che si svolgerà lunedì prossimo e che dovrà varare il “Settimo programma quadro” dell’Ue sulla ricerca, vale a dire il piano pluriennale di finanziamento alla ricerca scientifica e tecnologica.

Un programma che è stato già approvato dal Parlamento europeo in una versione che prevede anche il finanziamento della ricerca sulle staminali embrionali e al quale l’Italia parteciperà in una veste nuova, a seguito della decisione presa dal ministro della Ricerca Fabio Mussi a fine maggio, che sancisce l’uscita del nostro Paese dalla minoranza di blocco con altri Paesi europei (tra gli altri Germania, Polonia, Austria e Slovacchia) che aveva posto il veto alla ricerca sugli embrioni.

Il governo, inoltre, qualora accogliesse la mozione, dovrà impegnarsi a «promuovere la ricerca scientifica avanzata tesa a individuare la possibile produzione di cellule staminali totipotenti non derivate da embrioni e a verificare la possibilità di ricerca sugli embrioni crioconservati non impiantabili».

E dovrà infine, «sostenere le ricerche e le iniziative comunitarie che, innalzando il livello di educazione scientifica della popolazione, contribuiscano a costruire una più completa cittadinanza attiva, anche sotto il profilo scientifico, promuovendo modalità innovative di coinvolgimento attivo dei cittadini nelle scelte di carattere scientifico e tecnologico che hanno effetti rilevanti per la loro vita e per quella delle generazioni future».

«Un voto importante - secondo il segretario dei Ds, Piero Fassino - che dimostra come anche sui temi eticamente sensibili è possibile costruire, nel centrosinistra, una sintesi culturale e programmatica capace di dare risposte adeguate e condivise agli interrogativi che ogni coscienza, credente e non credente, si pone sul rapporto tra scienza e vita e sul destino dell'uomo».

«L’accordo raggiunto in Senato tra tutte le forze di maggioranza su di una mozione in materia di ricerca sulle cellule staminali, dimostra che il metodo del dialogo paga sempre», ha commentato Andrea Ranieri, senatore e responsabile dei Ds per scuola e ricerca, ma sopratutto tra i promotori dell'intesa raggiunta.

«E' stata premiata la capacità di ascoltare le ragioni degli altri. L'intesa trovata fra tutte le forze politiche dell'Unione su di un tema così delicato, dibattuto e controverso - sottolinea Ranieri - ci conferma che le diversità di valori possono costituire una ricchezza e non un limite o un impaccio».

«Importantissima poi – conclude l’esponente diessino - , in questo caso è stata la scelta di ragionare sulla scienza e sulle sue potenzialità come fattore unificante, che permetta di avvicinare posizioni etiche e valori diversi tra loro».

Una questione molto delicata quella della ricerca sulle staminali, che è stata oggetto anche del question time del Vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D’Alema.

Nel corso del suo intervento, D’Alema ha ribadito la posizione del governo italiano sull’argomento, «il governo non può imporre il rispetto della legge italiana all'estero, perchè questo non è nei poteri del nostro governo», ed ha definito «certamente opportuna» l'iniziativa del ministro dell'Università e della Ricerca, Fabio Mussi, di ritirare la firma dell'Italia dalla dichiarazione etica relativa alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.

«Il governo - ha inoltre sottolineato il responsabile degli Esteri - , non intende promuovere il cambiamento della legge 40, che è stata approvata dal Parlamento. Tuttavia - ha tenuto a precisare D'Alema - , la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita non è stata in verità confermata dalla volontà popolare espressa, come qualsiasi giurista potrebbe dimostrare; semplicemente non è stato raggiunto il quorum al referendum per la sua cancellazione».

«Il governo, a livello europeo - ha spiegato, infine, il titolare della Farnesina - , partecipa alla definizione di un budget complessivo e pertanto, in tale ambito, può accadere che in altri paesi si svolgano ricerche che nel nostro paese non sono svolte o consentite, ne noi - ha aggiunto - possiamo pensare di impedire che ciò avvenga».

«Questa - ha concluso il vicepremier - , è la posizione del governo e non credo che si possa chiedere all'esecutivo se non, come doveroso, di rispettare le leggi nel nostro paese, cosa che il governo intende fare senza metterle in discussione».

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