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Fassino: «Una finanziaria seria e rigorosa»


31 agosto 2006

È partita ufficialmente questa mattina, con la relazione di avvio del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, la consueta maratona del varo della legge Finanziaria. Padoa-Schioppa, durante il consiglio dei ministri a Palazzo Chigi ha illustrato ai suoi colleghi di governo gli orientamenti da seguire per rilanciare la competitività italiana e risanare i conti, senza disattendere gli impegni presi con Bruxelles. Naturalmente si tratta di ipotesi allo studio che il governo conta anche di approfondire con le parti sociali. La concertazione resta infatti il metodo che l'esecutivo vuole adottare per arrivare a delle scelte il più possibile condivise. Una strategia, quella del confronto, testimoniata anche dal percorso avviato con largo anticipo rispetto agli anni scorsi proprio per garantire il massimo di condivisione possibile soprattutto su alcune misure strutturali di risparmio di spesa che il governo ritiene indispensabili e che sarebbe difficile attuare senza coinvolgere i sindacati.

Ancora nessun documento da mettere sul tavolo, solo una relazione da cui far partire un primo 'giro di tavolo' tra i ministri e il premier sulle cifre e misure da adottare: 30 miliardi di euro da ripartire 'fifty-fifty', 15 per le misure di sostegno allo sviluppo e 15 per il rientro del deficit già quest'anno; l'annunciato taglio al cuneo fiscale secondo una ripartizione di massima che potrebbe essere di un terzo ai lavoratori e due terzi alle imprese; sul fronte delle pensioni la rimozione del cosiddetto 'scalone'. Il tutto nel rispetto dei tempi dettati dall'Ue.

L'esecutivo ha ancora un mese di tempo per la messa a punto delle misure e non è escluso che, alla fine, l'entità della manovra possa scendere ancora, forse a 28 miliardi, anche perchè, come sembra, il gettito tributario di luglio e agosto dovrebbe confermare l'esito positivo registrato nei primi sei mesi dell'anno. Anche se la manovra ora è più leggera grazie alle entrate tributarie, in buona parte strutturali, Padoa-Schioppa non vuole abbassare la guardia. La strada per risanare i conti è in salita. E anche se ci sono buoni segnali di ripresa economica e la stima sulla crescita del Pil 2006 potrebbe anche essere rivista al rialzo, dall'1,5% all'1,6-1,7%, il rigore resta, quindi, una priorità.

Il segretario dei Ds, Piero Fassino, ha ribadito che si tratterà di una «Finanziaria seria e rigorosa. Il fatto che in questi mesi sia migliorato l'introito fiscale fa sì che questa manovra, anziché di 35 miliardi possa essere di 30. Ma - ha aggiunto - la differenza fra 35 e 30 miliardi non cambia la determinazione e l'impegno del governo nel fare una legge finanziaria che punti a tre obiettivi: avviare un risanamento del debito pubblico che negli anni del centrodestra è paurosamente aumentato; sostenere la crescita e gli investimenti per far sì che l'economia torni a crescere dopo anni di crescita zero».

«Abbiamo portato da 35 a 30 miliardi l'entità della manovra perchè siamo persone serie. E' arrivato un flusso di risorse superiore di circa 5 miliardi. Abbiamo creduto serio e opportuno che la finanziaria ne tenesse conto». Romano Prodi, introducendo la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, ha sottolineato che la decisione del Governo di ridurre l'entità della manovra «si può interpretare in modo diverso, ma è un incoraggiante messaggio per la lotta all'evasione fiscale che abbiamo intrapreso, che il Paese ha ben interpretato e che proseguiremo nel futuro».

Quanto alle misure, sul versante dello sviluppo, punto centrale resta il taglio di 5 punti del cuneo fiscale. Due le indicazioni quasi certe: il taglio sarà più pesante al sud rispetto al centro nord e in parte sarà attuato attraverso la restituzione del fiscal drag. E proprio in materia di fiscal drag si sta facendo strada l'ipotesi di anticipare la restituzione già al 2006. L'eventuale anticipo dipenderà dal buon andamento delle entrate. Per completare l'intervento si studia di intervenire sulla base imponibile Irap e sull'eliminazione dei cosiddetti contributi impropri che gravano sul costo del lavoro. Si discute inoltre su come rendere selettivo il taglio.

Il ministro del Lavoro Cesare Damiano punta a concentrare la riduzione sul lavoro a tempo indeterminato. Si valuta anche l'ipotesi di rendere l'intervento più incisivo su alcuni settori come la ricerca o le imprese che guardano ai mercati esteri. Per contro si pensa di inasprire la contribuzione su alcune forme di lavoro precario e anche su alcuni istituti regolati dalla legge Biagi come l'apprendistato e il contratto di reinserimento per gli over 50.

La partita sul fisco è ancora molto aperta. Nel complesso le maggiori entrate dovrebbero aggirarsi intorno ad un terzo della manovra complessiva. D'altra parte la manovra bis varata quest'anno produrrà maggiori entrate a partire dal 2007 per 6,7 mld. La lotta all'evasione e all'elusione resta punto centrale dell'azione del governo. Ma si potrebbero anche attuare alcune delle misure previste dal programma elettorale dell'Unione. Si tratta in particolare del riordino della tassazione delle rendite finanziarie e della reintroduzione dell'imposta di successione e donazione limitatamente ai patrimoni di una certa entità.

In materia di Irpef il governo potrebbe procedere al riordino dell'imposta con l'obiettivo di ridisegnare gli scaglioni e abbassare la prima aliquota dal 23% verso il 20%. Stesso discorso per l'Ires, l'imposta sulle società, per cui Visco ha istituito una commissione con l'obiettivo di valutare le eventuali modifiche da apportare alla riforma Tremonti. Il governo inoltre potrebbe riattivare la delega per il riordino di tutte le imposte di bollo e concessioni governative introducendo l'imposta sui servizi della Pa.

Per i risparmi si continua a guardare a pensioni, pubblica amministrazione, sanità ed enti locali.

Il capitolo previdenza potrebbe presentare importanti novità. Scontata la modifica allo 'scalone' che dovrebbe scattare nel 2008. Una misura che avrà un costo e che l'esecutivo in qualche modo vuole compensare all'interno del comparto. Si lavora ad un sistema di uscita dal lavoro il più flessibile possibile legato a incentivi e disincentivi una volta raggiunti i requisiti minimi. Per gli autonomi inoltre la contribuzione potrebbe essere ritoccata all'insù e armonizzata con una aliquota unica per i diversi settori. Con la modifica dello scalone inoltre potrebbe essere anticipata al 2007 la partenza delle previdenza complementare alimentata dal Tfr. Allo stesso tempo si studia la possibilità di adottare misure a favore della maternità.

Sul versante della spesa sanitaria si punta a contenere la spesa farmaceutica. Il ministro della Salute Livia Turco intende comunque a sottoscrivere un 'Patto per la salute' con le regioni che preveda da un lato la messa sotto controllo dei deficit di spesa e dall'altro di garantire un servizio sanitario appropriato.

I risparmi nella Pa dovrebbero aggirarsi intorno ai 3-4 miliardi in tre anni. Si punta a razionalizzare il personale della Pa compreso il comparto della sicurezza. Quanto ai contratti l'ipotesi di uno slittamento non sembra praticabile.

Tornando alle macro-cifre della manovra, circa 15 miliardi andranno allo sviluppo, il resto alla correzione del deficit, mentre nella ripartizione tra maggiori entrate e tagli dovrebbero prevalere questi ultimi con poco meno dei due terzi. Punto fermo e irrinunciabile resta comunque l'obiettivo di riportare il rapporto deficit/pil sotto il 3%, come concordato con l'Ue. E proprio da Bruxelles oggi e' arrivato l’apprezzamento del commissario agli affari economici Joaquin Almunia, per la conferma del rientro dal deficit eccessivo.

TAGS: finanziaria  |   legge  |   2007  |  


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