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Ue, Almunia: sforzi del governo Prodi saranno coronati da successo


6 settembre 2006

La situazione dei conti pubblici italiani sta cominciando veramente a viaggiare verso il risanamento. Dopo l’attestato di fiducia giunto ieri dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), è di oggi la notizia che l’Unione Europea ha corretto al rialzo la previsione di crescita del Pil italiano per il 2006. A fronte di una stima pari all’1,3% risalente allo scorso marzo, il commissario europeo per gli Affari economici, Joaquin Almunia, ha dichiarato oggi che la previsione di crescita è salita all’1,7%.

«In Italia – ha detto Almunia – sono stati raggiunti risultati migliori di quanto non ci si potesse aspettare. La forte crescita del Pil sta favorendo il risanamento dei conti pubblici. Sono assolutamente certo che gli sforzi del governo italiano per condurre in porto il consolidamento fiscale saranno coronati da successo».

Le rosee aspettative riguardo ad un andamento positivo dell’economia nostrana si inseriscono in un contesto europeo altrettanto ottimistico. La prospettiva di crescita della zona di Eurolandia è stata rivista al rialzo, passando dal 2,1% della scorsa primavera, al 2,5% delle ultime stime.

Secondo l’analisi del commissario europeo agli Affari economici, le principali economie europee «finora, nel 2006, hanno avuto una performance decisamente migliore del previsto, nonostante i prezzi del petrolio siano aumentati dell'80% dall'inizio del 2005». Le previsioni parlano di «robusta accelerazione» della crescita, che ha avuto come principale motore l’aumento della domanda interna, quindi di investimenti e consumi.

Tornando alla situazione italiana, Almunia ha lodato la volontà del governo dell'Unione di elaborare una legge finanziaria per il 2007 «coraggiosa e rigorosa», che permetterà all’economia di casa nostra di rispettare i vincoli europei imposti dagli impegni presi con l’Ecofin.

Nella giornata di ieri era stato il segretario dei Ds, Piero Fassino ad assicurare l’impegno italiano in questo senso. Il leader della Quercia, incontrando proprio il commissario per gli Affari economici, ha ribadito l'impegno del governo a portare il deficit di bilancio sotto il 3% entro il 2007 con misure strutturali e non solo congiunturali.

«Abbiamo assicurato a Bruxelles – ha detto Fassino al termine dell’incontro – che facciamo assolutamente sul serio, che a Roma c’è un governo del quale la Commissione Ue può fidarsi, perché facciamo quello che diciamo e diciamo quello che facciamo. Abbiamo detto che vogliamo ridurre il deficit di bilancio sotto il 3% entro il 2007 perchè questo è essenziale per rimettere in moto la crescita dell'economia – ha aggiunto il segretario dei Ds - e intendiamo farlo prendendo i provvedimenti necessari per contenere la spesa delle pensioni, della sanità, dei trasferimenti agli enti locali e alla funzione pubblica, discutendone con i sindacati, le imprese, i rappresentanti degli enti locali perchè siano misure rigorose ed eque».

Dunque, per mettere in atto le aspettative economiche occorre una legge Finanziaria «vera e rigorosa». E questo Fassino ha ribadito oggi durante un incontro con i ministri e i viceministri dei Ds. «Se si vuole che l'Italia torni a crescere serve una scossa: misure che consentano di spostare quante più risorse agli investimenti, alla crescita e alle famiglie. L'eredità lasciata da Tremonti – ha spiegato Fassino - è particolarmente pesante: stagnazione degli investimenti, anni di bassa crescita, precarietà del lavoro e riduzione di potere d'acquisto dei redditi. Se si vuole uscire da tutto questo servono non piccoli aggiustamenti, ma decisioni coraggiose e straordinarie».

«Ridurre il deficit sotto il 3% e contenere la spesa di previdenza, sanità, enti locali e pubbliche amministrazioni – ha sottolineato il Segretario della Quercia – non sono obiettivi solo contabili, ma scelte essenziali per dedicare più risorse alla competitività delle imprese, agli investimenti, ai cantieri delle opere pubbliche, al lavoro dei giovani, all’incremento dell’occupazione femminile e ai redditi delle famiglie».

«Non è rinviando decisioni difficili – ha ancora detto il Segretario dei DS – che si fa l’interesse del Paese: per questo è indispensabile che il confronto del governo con sindacati, imprese, parti sociali e enti locali entri subito nel merito per individuare le soluzioni più efficaci a realizzare rigore e equità».

«Quel che deve essere chiaro – ha concluso Fassino – è che non sono rinviabili o eludibili scelte chiare che dimostrino – come è avvenuto sul Libano e sulle liberalizzazioni – che adesso c’è un governo che fa sul serio e vuole restituire certezze e fiducia al Paese».

TAGS: legge  |   finanziaria  |   2007  |  


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