4° Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra - Firenze, 19/21 aprile 2007
4° Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra - Firenze, 19/21 aprile 2007
Vai al sito www.dsonline.it
 
 
 
 
Ultimi aggiornamenti ultimi aggiornamenti
 
 
Le mozioni congressuali
Per il Partito Democratico
A sinistra peril socialismo europeo
Per un partito nuovo, democratico e socialista
 
Dal "se" al "come". La fase due del Pd
Intervento del segretario nazionale dei Ds Piero Fassino, da "L'Unità"

Davvero la costruzione del Partito Democratico procede in modo stanco, burocratico, senza suscitare interesse e mobilitazione di energie? Questa è l’immagine - la «fusione fredda» - che ne offrono quasi ogni giorno i giornali, sostenuti da autorevoli commentatori, nonché da dichiarazioni di esponenti politici dell’Ulivo e dei suoi partiti. La mia esperienza, di chi ogni giorno impegna ogni energia nel costruire il Pd, mi dice che non è così. E lo dico non per rassicurare noi stessi, ma per rispetto dei tantissimi - a partire da donne e uomini dei Ds - verso i quali continue sollecitazioni critiche suonano ingenerose e frustranti. Evitiamo di ripetere quel che è già accaduto per le primarie dell’ottobre 2005: per settimane si sparse scetticismo e si ironizzò su quella strana forma di designazione del leader, salvo poi esaltarla dopo che i cittadini con la loro appassionata partecipazione smentirono lo scetticismo di molti.

A che punto siamo allora? Con la celebrazione dei Congressi di Ds e Margherita si conclude la prima fase, avviata ad Orvieto, del percorso di costruzione del Pd nella quale si trattava di discutere le ragioni e gli obiettivi del nuovo partito. Insomma il «se» farlo e «perché».

Una discussione non facile certo, ma tutt’altro che burocratica. Per stare ai Ds, la discussione si è svolta in 7.000 Congressi di base, con la partecipazione di 250.000 iscritti (cifra superiore a ogni congresso precedente) che hanno discusso e deciso a voto individuale e segreto. Quasi 200.000 - il 75% dei votanti - hanno detto sì al PD; 38.000 (il 15%) si sono pronunciati contro, votando per la mozione Mussi; 24.000 (il 9%) si sono espressi per una modalità diversa di costruzione di un partito riformista. Un’esperienza di vita democratica che non ha eguali in nessun altro partito europeo e che dovrebbe indurre maggiore prudenza in chi, con troppa disinvoltura, etichetta come «burocratica» qualsiasi attività di un partito. E parallelamente la Margherita ha svolto i suoi congressi segnati anch’essi da intensa partecipazione, anche se talora non sono mancate manifestazioni di vecchia politica.

Si dirà «ma i partiti non possono esaurire la nascita del Pd». Giusto. Anzi giustissimo. L’ho sempre sostenuto io per primo. Soltanto vorrei ricordare, soprattutto ai contrari al Pd, che si è sostenuto che senza una formale legittimazione congressuale, Ds e Margherita non potevano impegnarsi nell’avviare la costruzione del Partito Democratico. E, dunque, in qualche modo era fatale che, in questa prima fase, la discussione fosse concentrata nei e sui partiti.

E tuttavia non è così vero che in questi mesi non sia cresciuto il dibattito anche fuori dei partiti. Oltre 3.000 esponenti dell’ambientalismo - tutte le più note personalità di questo mondo - hanno sottoscritto un appello pubblico per il Pd. I Repubblicani europei hanno confermato la loro volontà di essere partecipi del nuovo soggetto politico. Da settori significativi di area socialista è venuta la disponibilità a concorrere al Pd. Si è costituito un primo coordinamento nazionale delle Associazioni per il Partito Democratico insieme a «Libertà e giustizia» e ai «I cittadini per l’Ulivo» per offrire luoghi e canali di partecipazione a chi nei partiti non si riconosce.

E peraltro in questi mesi ho personalmente partecipato a tantissime iniziative pubbliche in ogni parte d’Italia dove ho ritrovato cinema e teatri affollatissimi, pubblico di opinione larga, tanti giovani, passione e voglia di esserci. Così come disponibilità ho registrato incontrando 150 dirigenti del «sociale» - dalla Tavola della Pace all’Auser, dalle Cooperative sociali alle Ong, dall’Arci al Forum del Terzo settore - tutti interessati ad interloquire con un grande partito riformista e progressista. Né meno interesse ho riscontrato incontrando il mondo dell’università e della cultura a Roma, Torino, Firenze, Bologna.

Detto questo è evidente che con i Congressi nazionali si chiude la prima fase e adesso si deve aprire la «fase 2», passando dal «se» al «come» costruire il Partito Democratico.

Ed è proprio adesso che il processo deve prendere quell’ampiezza partecipativa e innovativa che attragga al Partito Democratico le tante energie disponibili e chiami a raccolta le diverse culture riformiste italiane. Per farlo occorre individuare un percorso e un timing coerente, che provo a delineare.

Serve la rapida costituzione di un Comitato nazionale per il Partito Democratico, in cui siedano accanto a Prodi e ai leaders dell’Ulivo, esponenti di società civile, dell’associazionismo, di professioni e saperi. Il Comitato nazionale lanci la costituzione dei Comitati locali in tutte le province e le città, con la stessa composizione larga e aperta, e i Comitati promuovano una stagione di larga discussione democratica sul Manifesto per il Pd - redatto da un gruppo di personalità su incarico di Prodi - organizzando assemblee e iniziative pubbliche in tutta Italia. Si costituiscano i Forum del Pd di settore - dalla scuola alla sanità, dall’informazione agli enti locali - aperti alla partecipazione di saperi, competenze, professionalità raccogliendo così sul Manifesto contributi, proposte, arricchimenti che possono venire dalla società e dalle sue mille articolazioni. E per amplificare ancora di più questa discussione partiti, associazioni, comitati aprano i loro siti internet ad una interlocuzione di massa con i cittadini e promuovano tutte le forme di partecipazione attiva utili.

Parallelamente si lanci una campagna di preadesioni che solleciti all’impegno un’opinione pubblica vasta e consenta - con regole di partecipazione democratica e sulla base del principio «una testa-un voto» - di chiamare il popolo delle primarie a eleggere in autunno la Assemblea Costituente, dove adottare il testo finale e aggiornato del Manifesto e uno Statuto che definisca forma, regole, strutture del nuovo Partito. E dall’Assemblea Costituente si lanci la terza fase, cioè la costituzione in tutti i Comuni italiani delle strutture di base del Pd, la campagna adesioni al nuovo partito, la convocazione del Congresso di fondazione del Partito Democratico che dovrebbe collocarsi - almeno questa è la mia proposta, che naturalmente va discussa - entro la primavera del 2008, prima della scadenza elettorale amministrativa che riguarderà il Friuli, la provincia di Roma, le 9 province siciliane e molte città capoluogo, da Brescia a Pescara. Come si vede un processo aperto che dovrà sollecitare l’adesione e la partecipazione attiva di quanti vogliono essere partecipi della fondazione di un nuovo partito, democratico, partecipativo.

Una stagione nella quale rendere ancora più evidente il profilo di un partito che non vuole essere moderato, ma riformista e riformatore. Un partito del lavoro, che si batta per dare rappresentanza e diritti, alla «società dei lavori» e della flessibilità, mettendoli al riparo dai rischi della precarietà. Un partito della sostenibilità, che ridefinisca i caratteri dello sviluppo, fondandolo su innovazione e ricerca, su un più alto livello di specializzazione produttiva e tecnologica e su un nuovo paradigma uomo - tecnologia - natura. Un partito della cittadinanza e dei diritti, che rinnovi lo stato sociale per rispondere alle nuove domande suscitate dai cambiamenti demografici, anagrafici e sociali che investono anche la società italiana. Un partito del sapere e della conoscenza che faccia della formazione - scolastica, universitaria e permanente - la leva per una qualità nuova dello sviluppo e per riconoscere merito, capacità, professionalità. Un partito per chi nel 2010 avrà vent’anni e capace di aprire a giovani e donne le tante e troppe porte oggi chiuse.

Un partito della democrazia che contrasti le derive populistiche e plebiscitarie e rifondi la democrazia dei cittadini e dell’alternanza. Un partito europeo e europeista, che pensi e costruisca il futuro dell’Italia nella e con l’integrazione europea. Un partito consapevole che pace e sicurezza sono sempre più inscindibili e per realizzarli l’Italia deve anch’essa assumersi le proprie responsabilità nel quadro del multilateralismo e delle istituzioni internazionali.

Un partito laico che, ascoltando e interloquendo con pluralità di culture e di fedi, affermi l’autonomia delle istituzioni, l’uguaglianza dei diritti, l’imparzialità delle leggi, il rispetto delle scelte di vita e dell’orientamento sessuale di ciascuno.

Insomma una grande forza di innovazione, di cambiamento, di modernizzazione che così contribuisca anche al rinnovamento e all’unità del riformismo su scala europea e internazionale. Il rapporto del Pd con il Pse noi lo vediamo come essenziale in questa prospettiva, come peraltro la stessa Margherita riconosce, quando dichiara che il Pd deve concorrere «insieme al Pse» a costruire un campo riformista europeo più ampio. È difficile perseguire l’obiettivo di riunire l’intero riformismo europeo senza farlo con quella forza che oggi in Europa ne rappresenta il 90%. E allora superiamo il dibattito di principio e discutiamo concretamente cosa significa questo «insieme al Pse». E per quanto riguarda il campo mondiale collochiamo il Pd dentro il percorso che l’Internazionale Socialista sta perseguendo per aprirsi al Partito del Congresso indiano e ai Democratici americani.

Sono dunque questi lo scenario, gli appuntamenti e il percorso per la costruzione del Partito Democratico. Sarà la nostra determinazione, la nostra apertura al nuovo, la nostra capacità di coinvolgere la società a dimostrare che la nostra ambizione non è velleitaria.

Per realizzare questo percorso serve l’apporto originale di tutte le culture che in questi anni sono state partecipi dell’Ulivo. L’intesa Ds - Margherita è certo essenziale, ma essa non esaurisce l’arco delle forze da coinvolgere nel Partito Democratico. C’è intanto da non rassegnarsi all’autoisolamento dello Sdi, la cui proposta di «Costituente socialista» ha certamente più senso se in vista di una partecipazione socialista al nuovo partito. C’è da coinvolgere pienamente altre formazioni laiche, liberaldemocratiche, ambientaliste. Così come aprirsi a movimenti che esprimono la cultura della pace e della nonviolenza, il movimento delle donne, le nuove sensibilità giovanili. E c’è soprattutto da coinvolgere quei tantissimi cittadini, che, senza appartenenze a partiti e movimenti, in questi anni si sono riconosciuti nell’Ulivo.

Tutto questo rende evidente quanto sia prezioso e utile l’apporto anche di chi nei confronti del Pd ha manifestato un atteggiamento contrario, come chi nei Ds ha votato la mozione Mussi, o critico come i sostenitori della mozione Angius.

A queste compagne e compagni, di cui rispetto le opinioni, dico: state con noi, contribuite con le vostre idee e le vostre proposte alla costruzione del Pd. Nei nostri Congressi gli iscritti, in larghissima maggioranza, hanno detto sì al Pd. Adesso bisogna affrontare il «come» e nulla è predefinito in partenza: il Manifesto sarà sottoposto ad un’ampia discussione, che ne arricchisca e riformuli l’attuale testo, così come sarà oggetto di elaborazione democratica lo Statuto e la forma organizzata del nuovo partito. Si dovrà portare a compimento il confronto per la collocazione europea del Pd e il suo rapporto con il Pse. E nel percorso costituente non mancheranno le occasioni per verificare periodicamente l’andamento del processo stesso da parte dei nostri organismi dirigenti e della stessa Assemblea Congressuale, che statutariamente rimane in vita come la sede democratica più larga di decisione.

A nessuno chiedo di rinunciare alle proprie opinioni. A ognuno - sia esso di maggioranza o di minoranza - chiedo di contribuire, con assoluta libertà di giudizio, alla costruzione di quel grande partito democratico, riformatore e riformista di cui l’Italia ha bisogno.

LEGGI ANCHE
Domani 17 aprile conferenza stampa di presentazione congresso Ds
Il manifesto del Partito democratico
Fassino: gestione unitaria della Quercia
Congresso Ds: 250mila partecipanti al voto. Una straordinaria prova di democrazia politica
Pd, lettera aperta a Fassino e Veltroni
di Achille Occhetto

Fassino: la sinistra e i suoi valori vivranno nel Pd
Pd, Mussi e Angius: serve una pausa di riflessione
Melandri: si può restare continuando a condividere i vostri valori
L'appello della Sinistra Ds - La nostra prospettiva di fronte al partito democratico
Pd, Latorre: proiettiamo la discussione verso il futuro
Pd, Finocchiaro: un nuovo soggetto con una classe dirigente nuova
Il tempo del fare
Pd, Cofferati: bene Ds e Margherita, ora si allarghi il progetto
Fassino: «Il Pd è la forma moderna della sinistra nel nostro secolo»
Prodi: il mio Pd si chiama Ulivo
La sinistra non può ridursi ad essere la corrente di un partito
Fassino: Pd necessario, voglio portarci tutti i Ds
Discutiamo ancora, sulla qualità del percorso
Insieme, in un partito nuovo di donne e di uomini
Caro Walter, cambiare rotta si può
di Achille Occhetto

Compagni, dove andate?
Il Pd nuova dimensione della sinistra
Pd, Migliavacca: primarie a ottobre per la costituente
Franco: faremo una Costituente delle donne
Caro Scalfarotto, rinnoveremo la politica (in trasparenza)
Caro Fassino, corriamo insieme verso il Pd
Bandoli, sinistra Ds: la scelta del Pd è stata preventiva
Angius: Pd? Fermatevi, occorre una correzione di rotta
D’Alema: il Pd per dare forza alla sinistra
Terza mozione: la proposta politica per unire il partito
Caro Fassino ti lascio alla tua corsa. Buona fortuna
di Achille Occhetto

Caro Mussi c’è tanto da fare. Facciamolo insieme
Pd, Fassino: guardo al futuro, ma non taglio le radici
Mussi: a Firenze solo per spiegare le ragioni del nostro no
Nigra: a Firenze per correggere la fase costituente del Pd
Pd, Damiano: faremo un partito laburista
Mussi: a Firenze un unico intervento e poi l’addio

 
L'agenda verso il CongressoL'agenda verso il Congresso
Le informazioni utiliLe informazioni utili
Segui la diretta su dsonline.tv
Le news da dsonline.it
- Chiusura dei conti correnti di Sezioni e Federazioni Ds
- I temi del nostro futuro
- Relazione sulla gestione del Rendiconto al 31/12/2008
- Trasmettiamo la nostra memoria
- Il nome della Festa
La newsletter
Per restare informato su tutte le novità del Congresso iscriviti alla newsletter dei Democratici di Sinistra.
Footer
                     
Dsonline.it Separatore Dsonline.tv Separatore Io ci credo Separatore Festaunita.it Separatore Pes - Membro del Partito del Socialismo Europeo Separatore Sinistra Giovanile
 
Democratici di Sinistra
 
Chiusura