Pd, Bersani: ecco perchè non mi candido
In una lettera i motivi del no, "mia cadidatura avrebbe disorientato. Mi impegnerò su profilo e idee"
9 luglio 2007
“Carissima, carissimo, insieme con molti altri, che ricevono questa lettera, mi hai invitato a candidarmi alla segreteria del Partito Democratico. Dopo aver riflettuto a fondo voglio dirti che non lo farò. Per come si sono svolte le cose, quello che avrebbe potuto essere un arricchimento del nostro percorso rischierebbe oggi di diventare un elemento di disorientamento di una parte importante del mondo a cui ci rivolgiamo.
Ho registrato con certezza questa realtà, anche in ragione di una situazione politica che viene percepita come delicata e impegnativa. Capisco bene che si possa essere in disaccordo con tutto questo e tu certamente lo sei. Io stesso ho pensato a come il nostro primo passo avrebbe potuto essere diverso e diversamente innovativo anche per la tradizione politica a cui appartengo.
Tuttavia il fatto di non essere candidato non scalfisce in nessun modo la mia voglia di partecipare e di far valere le mie idee sul profilo del partito nuovo e sul messaggio che un partito delle riforme dovrà dare al Paese. Un messaggio nitido e forte che descriva con la concretezza delle proposte la missione di una forza politica popolare e federale e i valori di una sinistra aperta e rinnovata.
Appoggerò dunque con le mie convinzioni la candidatura di Walter Veltroni che ho sempre ritenuto un possibile e autorevole punto di sintesi delle forze che dovremo raccogliere il 14 ottobre e che è già stato in grado di suscitare un importante risveglio di fiducia. Spero di incontrarti nelle iniziative a cui parteciperò nelle prossime settimane in diversi luoghi del paese.
Ti chiedo di metterti in campo come farò anche io con l’entusiasmo e l’impegno che merita questa nuova e grande avventura”.
TAGS:
partito democratico |