vai al sito dsonlinevai al sito dsonline
vai al sito dsonline
   
 
 
   

D’Alema: unità palestinese necessaria per la pace in Medio Oriente


4 settembre 2007

Gli sviluppi della crisi mediorientale e la prospettiva della riunione internazionale proposta dagli Usa per metà novembre sono stati al centro dei colloqui che il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha avuto oggi in Egitto, seconda tappa del suo tour di tre giorni nella regione.

Dopo i colloqui di ieri a Ramallah con il presidente palestinese, Abu Mazen, e il suo premier, Salam Fayyad, oggi il titolare della Farnesina ha visto il capo di stato egiziano, Hosni Mubarak, e il ministro degli Esteri, Ahmed Abul Gheit, ad Alessandria, e poi al Cairo ha incontrato i ministri degli Esteri della Lega Araba e il segretario generale dell'organizzazione, Amr Moussa.

«Ritengo che la Lega Araba possa davvero svolgere un ruolo fondamentale in questo momento», ha detto D'Alema in una recente intervista a L'Unità. «L'iniziativa di pace approvata al vertice arabo di Beirut nel 2002, rilanciata recentemente dai sauditi al vertice di Riad del marzo di quest'anno, rappresenta un punto di riferimento essenziale del processo di pace».

«Da questo punto di vista - ha proseguito il vicepremier – penso che la Lega Araba potrebbe lanciare a Israele ulteriori segnali di distensione e di apertura». L'iniziativa araba, nella visione di D'Alema, è «importante proprio perché può dare a Israele il senso che la pace con i palestinesi davvero coincide pienamente con una normalizzazione dei suoi rapporti con l'insieme dei suoi vicini, e quindi con una condizione di sicurezza basata sulla coesistenza pacifica, sul mutuo riconoscimento, e non soltanto sulla deterrenza».

Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema torna ad avvertire sui rischi di una mancata riconciliazione fra i palestinesi, al termine di un incontro ad Alessandria con il presidente egiziano Hosny Mubarak e il capo della diplomazia del Cairo Ahmed Abul Gheit. «Siamo tutti d'accordo che serve unità, altrimenti l'alternativa sarebbe una lunga guerra civile, che sarebbe un disastro non solo per i palestinesi, ma anche per tutta la regione e Israele», ammonisce il titolare della Farnesina, al termine del colloquio durato un'ora nel palazzo di Ras et Tin, residenza estiva di Mubarak.

Quindi il titolare della Farnesina ribadisce la necessità di «incoraggiare la leadership palestinese ad avviare la riconciliazione» tra Fatah e Hamas, dopo la presa di Gaza da parte del movimento di resistenza islamico il 14 giugno scorso. «Non vedo alcuna contraddizione tra l'idea proposta di un processo di riconciliazione nazionale -spiega D'Alema- assolutamente necessario anzitutto per i palestinesi, perchè nessuno vuole due Stati palestinesi, la soluzione di due Stati non vuole dire due Stati palestinesi, ma anche per la sicurezza di Israele» e l'impegno dell'Italia nel processo di pace.

«L'Italia -riafferma il ministro- è pienamente d'accordo con l'Unione europea di non avere negoziati con Hamas, io ho incontrato il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il premier Salam Fayyad. Il problema non è quello di un negoziato fra l'Ue ed Hamas, ma di incoraggiare la leadership palestinese ad avviare la riconciliazione. Sono stato molto chiaro con Abbas e lui è d'accordo: è pronto a negoziare con i palestinesi e condivido la sua opinione di ristabilire prima la legalità, che è responsabilità di Hamas».

Dai colloqui alessandrini Egitto ed Italia si sono trovate d’accordo sulla necessità che l'incontro internazionale sul Medio Oriente annunciato dagli Stati Uniti per metà novembre rappresenti «un'effettiva svolta per la pace. Egitto ed Italia apprezzano l'iniziativa lanciata dal presidente Bush di convocare un incontro internazionale –ha affermato D’Alema - allo stesso tempo abbiamo sottolineato che l'incontro deve essere preparato in modo da rappresentare un'effettiva svolta per la pace». Nel precisare come «spetti agli americani spiegare in modo preciso come pensano questa riunione possa svolgersi», D'Alema indica quelli che dovrebbero essere i punti fermi in preparazione della conferenza: «Anzitutto sarebbe importante che fossero invitati tutti i paesi interessati della regione e quei paesi della comunità internazionale che più sono impegnati per la pace in Medio Oriente. Il secondo aspetto riguarda i contenuti dell'incontro e la necessità che emerga non solo un generico incoraggiamento per rilanciare il processo di pace, ma per lo meno i principi fondamentali sulla base dei quali definire un accordo di pace».

L'Italia «sostiene l'incontro internazionale, purtroppo –osserva il ministro- Bush ha parlato di incontro internazionale non di conferenza ma l'importate sono i contenuti. Stiamo lavorando per il successo dell'incontro con gli israeliani, i palestinesi e la Lega Araba, di cui l'Egitto e' un paese fondamentale».

Quindi, nel sottolineare come sia «molto importante il lavoro di queste settimane», D'Alema ha rinnovato il suo «incoraggiamento all'Egitto a continuare il suo sforzo e impegno» in preparazione della conferenza. Sforzo al quale sono associate anche Italia ed Unione europea, che «saranno attivamente impegnate con i nostri amici perchè non sia perduta questa occasione per la pace».

Il ministro ha quindi espresso l'auspicio che l'inviato del quartetto per il Medio Oriente Tony Blair -anche lui oggi ad Alessandria e con cui D'Alema avrà un colloquio domani mattina a Gerusalemme- «possa offrire un contributo importante a rafforzare le istituzioni palestinesi e a sostenere gli sforzi di Abbas e Fayyad. Bisogna che tutta la comunità internazionale incoraggi le parti a fare i passi che sono necessari», ha concluso il ministro.

D’Alema ha anche annunciato che il prossimo anno si terrà il primo summit bilaterale Italia-Egitto. «Su proposta di Prodi abbiamo parlato della possibilità di istituire quella di forma di vertice bilaterale che abbiamo con i più importanti paesi europei», che coronerà «una stagione straordinariamente positiva» nei rapporti tra Roma e Il Cairo.

Anche Tony Blair ha incontrato oggi, sempre ad Alessandria, il presidente egiziano Hosni Mubarak. Blair e Mubarak hanno discusso «dei mezzi per dare un impulso agli sforzi per il rilancio del processo di pace», in vista della conferenza internazionale. Blair, che sta svolgendo un nuovo tour nella regione, ha incontrato ieri il re saudita Abdullah. L'ex premier britannico, che è stato anche in Kuwait, farà tappa ora in Israele. Domani mattina a Gerusalemme incontrerà anche il ministro degli Esteri italiano, Massimo D'Alema.

TAGS: esteri  |   medio oriente  |  

   
Campagne DS
 
Footer
 
 
Democratici di Sinistra
Chiusura