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Veltroni: si apre una nuova stagione democratica, riforme entro il 2008


16 novembre 2007

«Abbiamo perso mesi in attesa di una spallata che non c'è stata, ora apriamo finalmente il dialogo sulle riforme per aprire una nuova stagione democratica». Walter Veltroni, affiancato da Dario Franceschini, convoca la stampa a Piazza Santi Apostoli appellandosi a tutte le forze politiche perché si riprenda subito in mano il filo del discorso e del confronto sui cambiamenti istituzionali «di cui il paese ha assolutamente bisogno». Veltroni elenca le modifiche costituzionali già incardinate in Parlamento, una riforma del regolamento parlamentare che impedisca di costruire gruppi che non siano stati sottoposti al voto degli italiani e infine la legge elettorale, con un confronto che deve maturare «prima del referendum».

Il segretario del Pd definisce il voto di ieri sera al Senato «una grande prova di compattezza e coesione della maggioranza che ha votato oltre 700 volte con convinzione e determinazione». Un grande impegno «di tutti i gruppi della coalizione, a cominciare dallo straordinario lavoro del gruppo del Pd e del suo presidente Anna Finocchiaro che ha dimostrato una straordinaria intelligenza politica».

Per Veltroni tuttavia il significato politico di quanto accaduto ieri in Aula va oltre il dato di merito. «La spallata non c'è stata e non è vero che non fosse stata annunciata. L'attesa caduta del governo nella seconda settimana di novembre prevista dal capo dell'opposizione non si è verificata ma in tutti questi mesi ha sostituito nell'agenda politica la necessità di creare un clima diverso, di aprire una nuova stagione politica sulla convergenza verso alcune grandi riforme».

«Dai tempi del Lingotto - ricorda Veltroni - ho avuto su questi temi risposte diverse: aspramente negative dal capo dell'opposizione e da altre forze rinviando a dopo la presunta caduta del governo a novembre l'apertura di un confronto». Per Veltroni questa nuova stagione si dovrà fondare su due punti: «Il governo c'è e dovrà accentuare la sua funzione di innovazione; si deve aprire un cantiere di riforme istituzionali intorno a tre elementi, la riforma costituzionale in senso proprio che si sta votando alle Camere e che potrebbe portare a soluzione problemi che il Paese si trascina da anni in tre mesi; una riforma del regolamento parlamentare per impedire la costituzione di gruppi che non si sono presentati al voto degli elettori e terzo la legge elettorale».

Sulla legge elettorale Veltroni osserva: «Si è aperta una discussione tra chi dice, stamattina, che ha funzionato benissimo (il riferimento è alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, ndr) e chi, stamattina, la mette sotto accusa (il riferimento è a Gianfranco Fini, ndr) imputandogli la responsabilità dell'instabilità e della frammentazione».

«Occorre cambiarla in tempi rapidi - esorta il segretario del Pd - perché dare stabilità al governo è un problema fondamentale, come quello di dare al Paese un sistema proporzionale che senza premi di maggioranza che obblighino a coalizioni forzate eviti frammentazioni e inauguri un vero bipolarismo fondato sui programmi». La terza caratteristica a cui deve rispondere la riforma della legge elettorale è, secondo Veltroni, «che gli italiani possano scegliere i loro rappresentanti e tutto questo può avvenire con diverse modalità».

Secondo il segretario occorre accelerare i tempi. «Tutto questo si può fare nell'anno che sta per cominciare che può essere impegnato a realizzare queste riforme. Si apre dopo il voto della Finanziaria la finestra per puntare a questi obiettivi, siamo disponibilissimi a discutere per basare una nuova legge elettorale su questi tre principi in un dibattito più ampio possibile». In questa prospettiva il segretario del Pd auspica un incontro anche con il capo dell'opposizione perché «le regole del gioco si scrivono insieme».

Veltroni si è poi rivolto agli alleati di governo, in particolare a chi, pur votando favorevolmente sulla Finanziaria, ha espresso le sue riserve sulla condizione politica della maggioranza. «Dini ieri ha assunto una posizione responsabile, ha fatto prevalere il senso di responsabilità. C'è stata da parte sua una sollecitazione ad aprire una nuova stagione politica, ritengo che ci siano le condizioni perché lui possa restare nella maggioranza». Non ha dubbi, il sindaco di Roma, che ha anche elencato quali, secondo lui, debbano essere le direttrici principali lungo le quali impostare l’immediata azione di governo. «Deve emergere una condivisione su alcune priorità che il governo deve dare a se stesso. Ci vuole una politica di innovazione in tutti i settori della vita pubblica, la lotta alla precarietà, un impegno sulla sicurezza dei cittadini».

TAGS: governo e riforme  |  


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