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Fassino vede Gambari: Ue e Onu insieme per promuovere dialogo


19 novembre 2007

L'Unione europea lavora per «una soluzione di dialogo e riconciliazione» in Birmania e sostiene «con convinzione» l'azione delle Nazioni Unite. E' quanto ha
sostenuto Piero Fassino, al termine di un incontro a New York con il rappresentante dell'Onu, Ibrahim Gambari. «L'unica strada - ha spiegato l'inviato speciale dell'Ue per la Birmania - è il dialogo tra le diverse componenti della società birmana. La disponibilità dichiarata da Aung San Suu Kyi offre una opportunità che ci auguriamo il governo di Yangon non lasci cadere».

Per questo Fassino ha chiesto l'eliminazione di «tutte le restrizioni alla libertà» della leader dell'opposizione per renderla «pienamente partecipe del processo di riconciliazione nazionale». «E' altrettanto importante - ha aggiunto - che siano liberate le persone arrestate per ragioni politiche o di opinione e che ogni cittadino di Myanmar veda rispettati i suoi diritti civili e umani, come sollecitato dal rapporteur per i Diritti Umani in Myanmar, Sergio Pinheiro».

Fassino ha poi annunciato che si recherà presto a Singapore per partecipare al vertice Ue-Asean, in programma a partire da domani. «Favorire e sostenere una soluzione politica
di riconciliazione - ha spiegato - è responsabilità di tutta
la comunità internazionale. Per questo, l'Unione Europea apprezza gli sforzi dell'Asean e dei Paesi asiatici e ritiene che il vertice di Singapore possa essere l'occasione per rafforzare la cooperazione euro-asiatica e individuare comuni azioni a favore di una soluzione di riconciliazione in Myanmar».

«L'Unione Europea - ha concluso - vuole unire le proprie forze a quelle di tutta la comunità internazionale ed
è pronta a sostenere la transizione democratica con misure di sostegno economico, sociale e umanitario». Al termine dell'incontro Gambari e Fassino hanno convenuto una stretta collaborazione, coordinando costantemente la loro azione.


MINISTRI DEGLI ESTERI UE: BENE NOMINA DI FASSINO, EVIDENZIA NOSTRO IMPEGNO PER SVOLTA DEMOCRATICA

I ministri dell'Unione europea hanno «accolto positivamente la nomina di Piero Fassino a inviato speciale dell'Ue per la Birmania», affermando che tale atto «sottolinea l'importanza che l'Ue attribuisce allo sviluppo, al cambiamento democratico, alla riconciliazione e al miglioramento della situazione dei diritti umani». E' quanto si legge nelle conclusioni approvate dai Ventisette oggi a Bruxelles, con cui i ministri hanno formalizzato le sanzioni già decise nella riunione del 15 ottobre a Lussemburgo.

Le misure restrittive consistono nell'estensione della lista delle persone legate al regime birmano sottoposte al congelamento dei beni e al divieto di ingresso nell'Ue e il blocco delle importazioni e delle esportazioni nei settori dei minerali e metalli, del legno e delle pietre preziose e semi-preziose.

Inoltre l'Ue ha vietato gli investimenti nelle aziende controllate dal regime e «nuovi investimenti» nelle aziende attive nei settori interessati dall'embargo commerciale.

I ministri degli Esteri «rimangono preoccupati» per la situazione nel Paese, «ribadiscono l'appello al governo ad assumere delle misure sostanziali per venire incontro alle preoccupazioni del proprio popolo e della comunità internazionale» e confermano il loro «forte appoggio» all'Onu e al suo inviato speciale Ibrahim Gambari. Infine i Ventisette chiedono all'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) - che hanno deciso di non sospendere la Birmania - di «mantenere la pressione» sul regime di Yangoon.

Fassino ha visitato Bruxelles giovedì scorso ed al momento è impegnato in un tour che dopo l'Onu e l'Asean dovrebbe portarlo anche in Birmania, anche se le date non sono state ancora confermate.

TAGS: birmania  |  


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