Ict, i Ds fissano 10 punti per un’Italia digitalizzata
19 gennaio 2006
E' stato presentato oggi dai Democratici di Sinistra, il documento “10 punti dell'Italia digitale”, che il partito della Quercia propone di inserire all'interno del programma dell'Unione e rappresenta una sintesi del lavoro politico e parlamentare compiuto, attraverso un costante confronto con esperti e operatori del settore, sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. All'appuntamento sono intervenuti Pierluigi Bersani (responsabile DS commissione nazionale del progetto), Beatrice Magnolfi (responsabile Ds Innovazione e qualità pubbliche amministrazioni), Cesare De Piccoli (responsabile Ds Impresa e infrastrutture), Andrea Ranieri (Responsabile DS scuola, università e ricerca).
Nel fare il punto sullo stato della diffusione dell'Ict (Information communication technology) in Italia (dove secondo la classifica realizzata dal World economic forum 2004 l'Italia è passata dal 28° al 45° posto, ultima fra i 25 partner europei) è stata denunciata una politica governativa che in questi anni ha promosso "l'economia della rete" senza incentivare "la società della rete". I punti del programma presentato oggi sostengono la necessità di una alfabetizzazione digitale dei cittadini italiani, da cui un'ampia fascia di persone è ancora oggi esclusa.
Tra le proposte contenute nel documento presentato dai Ds c'è la volontà di realizzare un nuovo piano nazionale delle infrastrutture digitali (per la cui attuazione è indispensabile la realizzazione un censimento delle infrastrutture) e di incentivare l'aggregazione della domanda, pubblica e privata, volta a favorire la costituzione di consorzi territoriali. E' stata, inoltre, suggerita la creazione di un nuovo piano di e-government che indirizzi le risorse pubbliche principalmente verso due obiettivi: una migliore efficienza delle singole amministrazioni e la garanzia della completa integrazione tra i servizi delle amministrazioni, tra loro e nei confronti degli utenti.
Viene proposta anche la realizzazione di un sistema informatico unitario che consenta di realizzare un procedimento unico abbattendo così le separazioni tra le Pubbliche amministrazioni, rendendo possibile un interscambio di notizie attraverso l'accesso alle rispettive banche dati che prevedrebbe, sempre e comunque, il rispetto della garanzia della privacy del cittadino. I Ds, per favorire la realizzazione di servizi di pubblica utilità a cui i cittadini possano accedere in forma diretta e con modalità digitale, affermano la necessità di un grande sforzo che si realizzi in collaborazione tra regioni ed enti locali.
Ancora, per quanto riguarda la Pa, il documento sostiene un maggiore ingresso al suo interno di giovani laureati in discipline tecniche e informatiche e un incremento nel livello di formazione sulle nuove teologie dei propri occupati. Infine, per rilanciare l'industria dell'Ict nazionale, che in questo momento sta vivendo una fase di lieve flessione, i Ds propongono di liberare il mercato dai vincoli alla concorrenza oggi presenti e di realizzare una politica industriale che si ponga l'obiettivo di far crescere l'industria italiana del software.
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