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Emergenza energia: i Ds illustrano gli effetti dei provvedimenti del governo


25 gennaio 2006

Si è svolta oggi, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, una conferenza stampa dei Democratici di Sinistra sull’emergenza energetica e sui provvedimenti annunciati dal governo. Erminio Quartiani, Pierluigi Bersani, Edo Ronchi e Cesare De Piccoli hanno illustrato gli effetti della decisione del governo di produrre 4 mila Mgw di energia elettrica riattivando centrali a olio combustibile. Le misure previste dal decreto per fronteggiare l'emergenza energetica potranno comportare un costo di «500-600 milioni di euro», cioè un aumento medio di circa «30 euro in bolletta».

Bersani, che ha stigmatizzato l'assenza di una politica energetica in questi anni, ha osservato «se sopravverrà una nuova ondata di freddo fra febbraio e marzo la situazione sarà davvero molto seria, e qualcuno dovrà assumersene la responsabilità».

Il rincaro è dovuto in buona parte all'aumento dei costi per le maggiori emissioni inquinanti, che saranno prodotte dal riutilizzo delle centrali ad olio combustibile. Produrre energia da olio rispetto al gas, ha spiegato Quartiani, «costa il doppio, una cifra che va moltiplicata per i 4.000 Mw che verranno prodotti e assorbiti con questo sistema» e le aziende saranno costrette ad acquistare altri certificati di emissione rispetto a quelli assegnati dal governo e ridimensionati dall'Ue.

Il responsabile per il programma dei Ds Bersani ha commentato: «Ci dovrebbe essere un limite nel prendere in giro i cittadini, il problema non è il freddo in Russia. Il governo interviene con diversivi e microprovvedimenti, si fanno chiacchiere sul nucleare ma il problema è il gas».

Dopo l'avvio della liberalizzazione, è l'accusa dei Ds, non ci sono stati investimenti per rigassificatori e per la gestione dello stoccaggio, «un elemento chiave della politica energetica, una politica che non si può improvvisare da un giorno all'altro», afferma Cesare De Piccoli. Una responsabilità del governo ma anche delle imprese energetiche, ha aggiunto Bersani con un chiaro riferimento all'Eni, «le cui politiche non sempre sono coincidenti con l'interesse generale». Potenziare approvvigionamenti e riserve, aprire il mercato a nuovi operatori «sono interventi incrementali, non significa indebolire l'Eni».

La responsabilità è però soprattutto pubblica. «Hanno fatto in questi anni solo chiacchiere energetiche. Ora abbiamo misure improvvisate che costeranno in termini ambientali e di bolletta. Una situazione che si poteva evitare».

L'ex ministro del'Ambiente Edo Ronchi ha aggiunto che l'emergenza si era profilata anche un anno fa, ma nel frattempo non è stato fatto nulla «nemmeno in termini di aumento degli stoccaggi. Ora pagheranno i cittadini in termini di impatto ambientale e di costi».

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