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Omicidio Fortugno: arrestati i responsabili

Antimafia: la politica aiuti a costruire la speranza
21 marzo 2006

Dopo cinque mesi di indagini a tappeto, oggi si è giunti finalmente ad una svolta: i killer del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ucciso in un agguato il 16 ottobre del 2005 a Locri all'interno del seggio delle primarie dell'Unione sono stati arrestati all'alba di oggi dagli uomini del Servizio Centrale operativo della Direzione anticrimine centrale e della Squadra Mobile di Reggio Calabria, guidati da Salvatore Arena.

In manette sono finiti Salvatore Ritorto, 27 anni, pregiudicato di Locri ritenuto dagli inquirenti l'uomo che materialmente sparò a Fortugno e altri tre pregiudicati locali, che, secondo gli inquirenti, avrebbero concorso nel delitto, Domenico Audino, 27 anni, Domenico Novella, 24 anni, e Carmelo Dessì, 26 anni. Tra i destinatari dei provvedimenti, anche Vincenzo Cordì, considerato il boss dell'omonima cosca calabrese e attualmente in stato di detenzione con l’accusa di associazione di tipo mafioso.

Alle 11 a Reggio Calabria si è tenuta una conferenza stampa nel corso della quale il superprocuratore generale antimafia Piero Grasso ha riferito i dettagli dell'operazione.

«Gli arresti fatti la scorsa notte dalla Polizia di Stato rappresentano solo un primo risultato delle indagini, risultato che è comunque, estremamente significativo perché dimostra che nel breve tempo si è lavorato con grande celerità e impegno – ha dichiarato Grasso ai giornalisti. Abbiamo dato una prima importante risposta su un omicidio gravissimo che si inserisce nel contesto dei delitti politici di alto livello. A breve speriamo di giungere all'identificazione dei mandanti».

«Le indagini devono proseguire, affinché anche i mandanti dell’attentato vengano assicurati alla giustizia». A chiederlo è Maria Grazia Fortugno, vedova del vicepresidente del consiglio regionale ucciso, ma con lei a richiederlo è anche tutto il mondo politico.

«E' un giorno importante per la Calabria e la democrazia italiana» Ha affermato Marco Minniti, responsabile Sicurezza e difesa della direzione nazionale Ds.

«Avere assicurato – ha dichiarato Minniti - alla giustizia gli assassini di Franco Fortugno è la svolta che aspettavano da 157 giorni».

«Speriamo ora – ha proseguito Minniti - che si possa rapidamente giungere a chiarire tutti gli aspetti di un omicidio di fronte al quale la Calabria si e' ribellata innescando un circolo virtuoso che spero duri a lungo conseguendo risultati decisivi per il futuro di questa terra. Grazie di cuore a magistrati e forze di polizia che hanno ottenuto un cosi' brillante successo».

«È significativo e incoraggiante che gli arresti per l'omicidio di Francesco Fortugno siano avvenuti proprio oggi, nel giorno in cui tutta Italia ricorda le vittime della mafia», ha dichiarato il senatore Massimo Brutti, responsabile Giustizia dei Democratici di Sinistra.

«Quello di oggi è il risultato dell'ottimo lavoro delle forze di polizia e della magistratura. E' stato fatto un primo passo per fare giustizia del vile assassinio di Francesco Fortugno. Ora chiediamo all'autorità giudiziaria e alle forze dell'ordine di proseguire senza tregua le indagini e il lavoro investigativo. E' quanto mai importante – ha concluso Brutti - che vengano individuati e perseguiti i mandanti di questo omicidio politico con cui la ndrangheta ha tentato un'intimidazione senza precedenti».

Giuseppe Lumia, capogruppo Ds in Commissione antimafia, si è complimentato con la Dda di Reggio Calabria e la polizia di Stato per l'operazione che ha portato all'individuazione degli assassini di Francesco Fortugno: «Questo primo risultato è importante - ha detto – ma adesso bisogna continuare a lavorare per fare luce su troppe ombre che avvolgono questo delitto. Ombre che riguardano i mandanti ma non solo. Sulla Calabria c'è stata troppa disattenzione in questi anni, disattenzione che è finita solo con la morte di Francesco Fortugno. Solo dopo l'assassinio si è scoperto che controllare quel territorio non era impossibile e si è fermata una lunga catena di omicidi tra le cosche rivali, ma non si è riuscito ad impedire che proprio domenica notte ci fosse un altro omicidio: quello di Enzo Cotroneo».

«In Calabria - ha detto l'esponente dei Ds - si è fatta crescere la potenza della 'ndrangheta fino a farla diventare la più grande organizzazione nel traffico di droga e nel riciclaggio, e solo ora si sta cercando disperatamente di mettere un tampone alla falla. Sarà una lotta dura e lunga. Avevamo lanciato l'allarme sei anni fa con una dettagliata relazione della Commissione Antimafia: sei anni persi».

«E' una buona notizia per la lotta alla mafia, quella dell'arresto del presunto killer di Franco Fortugno, dei suoi complici e dei loro mandanti avvenuto questa mattina in Calabria. E' una buona notizia per la Calabria e per l'Italia intera». E' quanto sostiene in una nota il senatore dei Ds, Nuccio Iovene. «Quell'omicidio - ha aggiunto - compiuto in una data simbolo, il 16 ottobre dello scorso anno, giorno delle elezioni primarie dell'Unione, si risolve oggi, 21 marzo, con l'individuazione dei responsabili, primo giorno di primavera e da più di dieci anni giornata dedicata da Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie, a ricordo delle vittime di tutte le mafie. E' una notizia di buon auspicio per la primavera politica, istituzionale e morale di cui l'Italia e la Calabria hanno urgente bisogno».

«Ora si faccia presto piena luce - ha concluso - sulle ragioni che hanno portato all'omicidio di Franco Fortugno e si chiariscano tutte le circostanze in cui esso è maturato individuandone tutti i protagonisti».

Per il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, «Avere assicurato alla giustizia i presunti responsabili del delitto del povero Franco è un importante risultato del quale vanno ringraziati investigatori e magistrati che hanno lavorato lontano dai riflettori e con caparbietà hanno onorato la memoria della vittima dando risposte concrete alle domande di verità provenienti da tutto il Paese».

«Ora - ha aggiunto - in attesa di capire il contesto in cui la 'ndrangheta ha deciso di eliminare Fortugno, deve andare avanti l'opera di bonifica civile della Locride. Ci sono sul piano giudiziario più di 20 delitti ancora senza autore e ci sono, sul piano sociale, bisogni che attendono di essere soddisfatti. Ognuno - ha concluso Loiero - per la sua parte deve contribuire a riscattare questa terra violentata dai clan».

Non esiste invece alcun collegamento tra il calciatore del Locri ucciso nella notte tra domenica e lunedì scorsi, e l'omicidio Fortugno. A chiarirlo è stato questa mattina il sostituto procuratore distrettuale di Reggio Calabria Giuseppe Creazzo, titolare dell'inchiesta sull'omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria.

"Quanto è stato scritto da un quotidiano - ha aggiunto Creazzo - circa un collegamento tra l'assassinio di Cotroneo e le indagini sull'omicidio di Fortugno è del tutto destituito di fondamento".

TAGS: fortugno  |  


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