Violenza sulle donne: dati Istat confermano urgenza ddl anti-violenza
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22 febbraio 2007
Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nel corso della vita. Di queste, circa 1.100.000 hanno subito lo
stalking (comportamenti persecutori). Nel totale, la maggior parte di queste violenze sono ad opera del partner (come il 69,7% degli stupri) e la grandissima maggioranza (oltre il 90%) non è stata denunciata. E' l'inquietante quadro che emerge dalla prima indagine sulla violenza e i maltrattamenti contro le donne realizzata dall'Istat, su commissione del Ministero dei diritti e delle pari opportunità, su un campione di donne di età compresa fra i 16 e 70 anni.
L'indagine, presentata ieri a Palazzo Chigi dal ministro Barbara Pollastrini e dal presidente dell'Istituto centrale di statistica Luigi Biggeri, rileva che sono 6.743.000 le donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 31,9%), 5 milioni di violenze sessuali (23,7%), 3.961.000 di violenze fisiche (18,8%). Ben 6.092.000 donne hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (36,9% delle donne che vivono al momento in coppia).
Negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza ammonta a 1.150.000 (5,4%). Il 3,5% ha subito violenza sessuale, il 2,7% fisica. La violenza domestica ha colpito il 2,4% delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4%.
Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche gli stupri non sono denunciati: lo sono ben il 91,6% del numero complessivo. Ed è inoltre consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner).
Per l'Istat, un terzo delle vittime subisce sia violenza fisica che sessuale, anche più volte (67,1% dal partner contro il 52,9% dal non partner). Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l'aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura (19%), il tentato stupro (14%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%). La violenza psicologica è stata subita da 7.134.000 donne (6.092.000 solo psicologica), il 43,2% con partner attuale. Di queste 3.477.000 l'hanno subita spesso o sempre (21,1%). 1.042.000 donne hanno subito sia violenza psicologica che fisica o sessuale, il 90,5% delle vittime di violenza fisica o sessuale.
Una situazione drammatica, un problema che spinge a correre ai ripari. «La violenza subita dalle donne, sia fisica, sessuale o psicologica – ha commentato Barbara Pollastrini - è un dramma quotidiano rimosso. I dati - ha osservato il ministro - confermano che la rimozione è enorme perchè le donne hanno paura di denunciare se non c'è una rete di servizi che le accoglie. I dati confermano che nella fascia di età 16-50 anni le donne muoiono più per violenza che per malattia e incidenti stradali. Ma in tutto il mondo però ora si sta facendo il conto con questo problema». Una «guerra sparpagliata» nel mondo a difesa della dignità della donna e del suo corpo.
Pronte le “armi” nazionali ed internazionali. Entro il 30 giugno sarà istituto l'Osservatorio contro la violenza alle donne, parte del piano d'azione, che «ancora scandalosamente – ha ammesso la Pollastrini - non esiste in Italia». E nella prossima assemblea dell'Onu sulla violenza alle donne, in programma a New York da fine febbraio ai primi di marzo, l'Italia sarà presente con una sua delegazione. «In quell'occasione - ha aggiunto il ministro - sarà dato il via ad un piano d'azione internazionale, sotto l' egida dell'Onu, contro la violenza alle donne.
Ma tutto questo non basterà. Il parlamento, infatti, dovrà «discutere in tempi rapidi» la proposta di legge del governo sulla violenza alle donne “misure di sensibilizzazione e di prevenzione contro la violenza in famiglia, di genere e contro le discriminazioni” varata dal Consiglio dei ministri lo scorso 22 dicembre. Nel disegno di legge, spiega il Dipartimento delle Pari Opportunità, oltre a valorizzare e precisare nozioni quali quelle di “identità di genere” e “orientamento sessuale”, la cui diffusione già di per sè ha una grande valenza
anti-discriminatoria, si possono riassumere alcune norme qualitativamente dominanti di sensibilizzazione e di prevenzione. La proposta di legge, affronta fra l'altro, anche il tema delle minacce continuative e persecutorie. «Siamo – ha commentato il ministro diessina - aperti al dialogo per migliorare il testo - ma di questa legge c'è bisogno».
A commentare la diffusione dei dati è intervenuta anche Vittoria Franco, nuova coordinatrice delle Democratiche di Sinistra. «Contro la violenza sulle donne – ha puntualizzato - è necessario crescere giovani dell'altro sesso diversi, con un radicamento profondo nel rispetto per la dignità femminile».
Quanto afferma l'Istat conferma «la sensazione generale relativa ad un aumento del fenomeno, specie tra le mura domestiche. E bene fa – ha aggiunto ancora la senatrice - la ministra Pollastrini a parlare di emergenza e a chiedere la sollecita approvazione della proposta di legge del governo in materia».
Per l'esponente dei Ds, infatti, «la violenza sulle donne va contrastata e prevenuta, innanzitutto con l'educazione e la sensibilizzazione dei giovani maschi e dei bambini al rispetto della dignità femminile, mettendo in atto politiche di prevenzione e di accoglienza delle donne che hanno subito violenza, tenendo conto che spesso i centri antiviolenza sono finanziati dai Comuni, che li sostengono non senza difficoltà economiche».
«In Parlamento – ha concluso la Franco - faremo tutto quanto in nostro potere per sostenere la legge del governo contro la violenza sulle donne».
Al termine della conferenza, è stato presentato, uno spot tv nell'ambito della Campagna antiviolenza del ministero. Lo slogan, “La violenza sulle donne non ha più scuse”, invita a chiamare il numero verde 1522 per chi è soggetto o testimone di violenza. Protagonista dello spot (30 secondi) una giovane donna con un viso livido che giustifica questo incidente a causa del lancio di un tappo di spumante.
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