Prodi: Erasmus sia obbligatorio per tutti
9 maggio 2007
Tante sono le iniziative che in questo periodo si stanno svolgendo in occasione dei venti anni che ha compiuto il progetto “Erasmus”, la borsa di studio e che ha permesso a moltissimi studenti universitari di studiare al di fuori del proprio paese di appartenenza, in altre università europee. Ed oggi a Bologna si è svolto proprio un incontro presenziato dal presidente del consiglio Romano Prodi, e al quale erano presenti anche il ministro delle Politiche Giovanili Giovanna Melandri e il ministro dell'Università e della Ricerca Fabio Mussi.
E proprio il Premier ha detto che «bisogna far sì che per prendere una laurea in qualsiasi università europea, diventi necessario trascorrere sei mesi in un altro paese europeo, a far l'Erasmus, a lavorare in azienda oppure a prestare servizio civile».
«Dobbiamo rafforzare l'Erasmus e andare al di là - ha aggiunto Prodi - dobbiamo incentivare tutti i nostri giovani alla mobilità». Ribadendo, dunque, l'importanza di queste esperienze giovanili oltre confine, il premier ha ricordato poi di aver proposto «qualche tempo fa quando ero presidente della Commissione europea, di trasformare l'Erasmus in una sorta di programma obbligatorio per tutti gli studenti europei. Di recente questa proposta ha cominciato a far breccia e mi fa molto piacere che abbia trovato l'accordo anche di Jacques Delors», presidente emerito della Commissione europea che non è voluto mancare all'incontro di Bologna.
«Facciamo una battaglia insieme, convinta su questo» ha invitato quindi Prodi che ribadisce la necessità di «allargare l'Erasmus ad altri tipi di esperienze, al di fuori del proprio paese per comprendervi anche stage in azienda e servizio civile in Europa». Non solo. Il premier avanza anche una seconda proposta che riguarda 'Erasmus mundus', mirato all'allargamento geografico del programma oggi solo europeo. Secondo Prodi, infatti, «dobbiamo concentrare meglio le risorse e in particolare io penso ad una dimensione euromediterranea in modo da partire in fretta».
«Io penso a corsi di laurea e master euromediterranei - spiega il presidente del Consiglio - aperti a studenti e professori del Mediterraneo, ma anche a centri di eccellenza euromediterranei dove preparare il futuro attraverso la formazione di nuove classi dirigenti». Un'espansione, tuttavia, fa notare Prodi che deve fare i conti con le risorse economiche attualmente a disposizione di questo tipo di iniziative e che al momento non raggiungono i 7 miliardi di euro.
Il programma Erasmus, secondo l'ex presidente della Commissione Europea Jacques Delors «è un grande segno di libertà». Delors, che ha tenuto la lectio magistralis nell'aula di Santa Lucia a Bologna, ha sottolineato come il programma, «molto importante dal punto di vista culturale», sia anche la «quinta libertà» presente in Europa insieme alla libera circolazione di uomini, capitali, beni e servizi: «Libertà di dialogare tra studenti e insegnanti». Alla cerimonia è intervenuto anche il Commissario Europeo per la tutela dei consumatori Meglena Kuneva, che ha sottolineato come Erasmus sia «il programma più importante dell'Unione Europea», perchè «mette in contatto tra loro le persone, favorisce una reciproca apertura mentale ed è un segnale europeo che mira a superare le divisioni».
Fuori dal coro Fabio Mussi che alla proposta lanciata oggi dal premier Romani Prodi ha risposto che «sicuramente bisogna potenziarlo». «E' auspicabile - ha spiegato Mussi - che ogni giovane possa trascorrere un periodo all'estero, anche se ci sono molti programmi intermedi». Quel che è certo, secondo Mussi, è che bisogna «dare molte più opportunità di muoversi verso università al di fuori dai confini nazionali». Proprio per questo, secondo il ministro, «credo che la nuova agenzia di valutazione debba considerare i principi di mobilità e internazionalizzazione tra quelli per la valutazione degli atenei».
Buone notizie invece da Giovanna Melandri, per gli studenti italiani intenzionati a seguire un periodo di studi all'estero. «Il governo sta lavorando - ha annunciato il ministro allo Sport e ai giovani - per aiutare concretamente i ragazzi italiani che vogliono fare questa esperienza». Come? «Siamo alla dirittura d'arrivo - ha spiegato - di un accordo siglato tra l'Abi, l'associazione bancaria italiana, il ministero delle Politiche giovanili e il ministero dell'Università per facilitare l'accesso al credito in termini agevolati, non solo per il pagamento delle tasse universitarie, ma anche per sostenere le spese dell'esperienza Erasmus». Si tratta di una «convenzione ampia», che prevede anche linee di credit agevolato per pagare, per esempio, il deposito cauzionale di un affitto. «Noi - ha concluso il ministro - vogliamo sollecitare e incoraggiare concretamente la mobilità anche studentesca, anche universitaria. Erasmus è un grande progetto che ha costruito un'identità europea».
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